MUSE “Simulation theory” 2018


Al terzo anno scocca puntuale il nuovo album dei Muse. Anche questo potrebbe far pensare ad una robotica produzione dettata da esigenze discografiche (business) e non creative… ma rimane un dubbio per molte band, oramai.  Quel che è inoppugnabile è il potenziale ancora inespresso della band che gira intorno, album dopo album, per lasciare un sigillo musicale talvolta vicino (“Resistance”) ma mai davvero raggiunto. Io sono convinto che il limite resti circoscritto proprio dal suo pubblico (giovanissimo e aggiungerei troppo “popolare”) che “impone” il business a cui prima accennavo. E’ certamente apprezzabile il tentativo di Bellamy e Co. nel  dare sempre un tema musicale diverso ad ogni album partorito, ma ancora risultano esperimenti poco riusciti, inconclusi. Soprattutto con quest’ultimo “Simulation theory”, il suo sound, quasi new wave, mi risulta confuso tra pezzi che non sembrano avere coesione e direzione. L’apertura ben sintetizza la mia analisi. “Algorithm”  rappresenta al meglio le intenzioni del geniale Bellamy, che poi vanno disperdendosi nei “passaggi” successivi: ritmica cadenzata in un incedere ipnotico che alterna magistralmente i vocalizzi del leader inglese, la mescola di un “sound artefatto”(elettronico) e di un altro suonato potrebbe lasciar presagire ad interessanti sviluppi, potrebbe.  Invece con “The dark side” si è ricatapultati nell loro marchio di fabbrica,  di album basilari come “Absolution” e soprattutto “Black holes…”. Anche “Pressure” poteva essere in qualunque album precedente, ma senza farsi ricordare. “Propaganda”, invece,  sarà stata pescata nella discografia di Prince! Musicalmente contiene passaggi interessanti ma sostanzialmente preferisco ascoltarmi l’autore originale, se proprio devo! Anche “Break it to me” ha un idea di base stimolante, con ricerca sonora quasi industrial, ma non sembra poi coinvolgere troppo emotivamente. “Something human” mi annoia, e annoia. “Thought contagion” è sconcertante nel suo bieco proposito commerciale, da stadio. Di “Get up and fight” è davvero apprezzabile una ritmica inedita e bislacca ma subito cancellata da un refrain insostenibile, nella sua banalità!  La struttura di “Blockades” ha una bella base campionata, il pezzo tentenna a prendere una direzione che poi si trascina con un bel work di chitarra elettrica. “Dig down” è imbarazzante nella sua totale inutilità. Finalmente si chiude con l’ultimo dei 3 soli pezzi a superare appena i 4 minuti! “The void” è un bel finale, coinvolgente e affascinante nella sua costruzione. Il Sound qui è centrato e conduce mirato, forse era proprio questa la direzione giusta da rovistare. Spaziale elettronica al servizio di una voce a tratti poetica, sublime. Peccato, ancora una volta.
Best tracks: “Algorithm”, “Break it to me”, “The void”. 7/10


RiVERSIDE in tour:
Date tour in Italy: Roma, largo Venue, 16 march 2019.

TOTO in tour:
Date tour in Italy: Marostica, Piazza degli Scacchi, 03 july 2019, Roma, Auditorium Cavea, 04 july 2019, Lucca, Summer Festival, 05 july 2019.

TEAR FOR FEARS in tour:
Date tour in Italy: Milano, Forum Mediolanum, 23 february 2019, Padova, Kioene Arena, 24 february 2019, Roma, Auditorium Parco della Musica, 09 july 2019, Lucca, Summer Festival, 10 july 2019.

SMASHING PUMPKINS in tour:
Date tour in Italy: Firenze, Firenze Rocks, 13 june 2019.