BLACKFIELD "V" 2016

 
Dopo 3 anni e diversi rinvii, finalmente fuori l'ultimo lavoro della band patrimonio di Aviv Geffen ed il subdolo contributo di Steve Wilson dei Porcupine Tree. I notevoli e frequenti impegni di Steve Wilson solista avevano un pò arenato il suo nome nel precedente "IV". Quest'ultimo lavoro lo riporta in auge e la sua firma impreziosisce formalmente e sostanzialmente la musica. La creatura Blackfield si conferma ormai come band Pop per eccellenza, Pop raffinatissimo, forte di melodie vincenti ed irresistibili. Il duo è coadiuvato dai soliti membri originari ma in modo marginale, perchè Wilson si prende l'incarico anche del basso. I pezzi sono brevissimi e tutti "appetitosi". Si comincia con "A drop in the Ocean", intro orchestrale per il primo hit convincente di "Family man", ricorda molto le sonorità di album come "Stupid dream" dei Porcupine Tree. I toni cadenzati del pezzo vengono sostituiti da quelli più malinconici della successiva "How was your ride", la più convincente dell'album. Wilson condisce il pezzo anche con un bel guitar solo, semplice ma affascinantissimo. "We'll never be apart" integra i ritornelli faciloni in chiaro stile Blackfield a firma Geffen (ma c'è la mano anche di Alan Parsons alla produzione), invece "Sorrys" è la sua ballata acustica. "Life is an ocean" gira su un arpeggio di piano e vocalizzi che ricordano gli Yes seconda maniera (quelli anni 80). "Lately" è un potenziale secondo hit a cui succede un altro pezzo molto convincente: "October". Ballata malinconica al piano e contrappuntata dall'orchestra. Bellissimo cantato di Wilson, splendido interprete. "The jackal" poteva anche non esserci per la sua banalità! Anche la strumentale "Salt water" non lascia il segno. Il segno lo lascia invece la successiva e struggente "Undercover heart", forte di un ritornello vincente, forse stucchevole ma coinvolgente, tanto. "Lonely soul" è molto fascinosa e riuscita, grazie soprattutto alla voce in falsetto ed al cantato femminile a creare un groove davvero interessante. A chiudere c'è l'altra ballata stucchevole ma irresistibile di "From 44 to 48". I primi ascolti lasciavano delle perplessità per la loro eccessiva semplicità, ma poi ci si convince che la classe non è acqua davvero, ed i Blackfield sono una realtà Pop infallibile.
Best tracks: "How was your ride", "October", "Undercover heart". 8/10


JOHN WETTON (1949), prog rock pioneer who co-founded Asia and served in King Crimson, has passed away (31 january 2017) after a battle with cancer. R.I.P.

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