Una vita al Massimo (New York, 26.08.2018).


Era tanto tempo che volevo intervistarlo, incontrarlo soprattutto, perché vederlo dal vivo e poterne osservare i suoi innumerevoli e singolari dettagli del viso e della sue stesse posture e pose, nell’atto espressivo della sua mente al pieno ma anche in quello incantato della sua mente al vuoto, mi destava tanta curiosità e rarefatta magia, in un empatia quasi ancestrale! Lo incontro in un tardo pomeriggio (mi dice che “da questo momento il mio bioritmo spicca al meglio…”) nella sua nuova casa di New York, il suo habitat è incredibile: il bianco, il legno consumato, la pietra ardesia e l’alluminio anodizzato dominano nella vista d’insieme; pareti curvilinee, prevalenza di vuoti e arredi indipendenti (e molto emozionali) accendono impetuosa armonia. Mi accoglie personalmente e da subito gentilissimo ci accomodiamo nel suo giardino (mi riferisce che ”ho sempre concepito e desiderato un giardino in una casa, un piccolo pezzo di terra da coltivare, in ogni senso, con un albero trapiantato che vedo crescere con me… sono queste le uniche case vere, le altre  sono patetiche e ridicole collocazioni di comodo per costruttori e finanziatori, ingannevoli soprusi convenzionali e globalizzati per “piazzare” il popolo, ricco e povero, in uno spazio nell’aria, un ‘area che in genere paghi pure con un lungo mutuo! E’ follia questa, un'altra follia ereditata!”). Beh, da subito ho capito che il personaggio mi regalerà un tempo interessante ed anche divertente!

Come mai hai scelto New York?

Non basta una vita per capire il posto, il luogo a noi più appropriato per sentirci calibrati, sintonizzati con esso, e non basta neppure il posto in verità, servirebbe trovare anche una comunità di persone intorno a te con lo stesso grado culturale ed etico…Ho sempre vissuto a Roma, che ha tradizionalmente rappresentato la Storia nel Mondo, la “Caput Mundi”, oggi direi molto, molto meno, anzi. Così ho pensato di catapultarmi in quella che rappresenta oggi la vetta, la città moderna ed all’avanguardia per antonomasia. Passato e presente, dunque. Una scelta concettuale, più che altro, unita ad una buona dose di curiosità. In realtà poteva fare benissimo “al mio caso” anche una sana provincia del Trentino o della Germania o del Belgio o un qualsiasi altro posto del nord Europa…

Hai citato il passato, puoi raccontarmi qualcosa del tuo passato? Ricordi importanti?


Non ricordo quasi nulla della mia infanzia. Il mio primo ricordo che mi allaccia all’esistenza consapevole è riferibile ad un fatto: intorno i 4 anni mi persi per strada (!), sfuggito dalle mani forti di mio nonno (di cui conservo la figura di uomo magnifico) e quelle più distratte di mio padre. La Polizia mi ritrovò poche ore più tardi… Poi mi viene raccontato di aver cercato di evadere tante volte dal mio “box" (una sorta di gabbia per bimbi) ed averne distrutti diversi. Provengo da una famiglia ordinaria, piccolo-borghese, diciamo piccolo piccolo-borghese. Ero dispettoso con il mio più piccolo fratello ed indifferente verso mia sorella più grande. Andavo mal volentieri a scuola, sin dalle elementari trovavo la scusa di un malessere per evitarla, forse complice una mia maestra (vecchia e grassa) che usava mangiarmi sistematicamente la merenda (in genere si trattava di pizza rossa). Ricordo disegnavo molto ed anche bene, e partecipai ad un Concorso in Via Margutta, questa passione proseguì in età adolescenziale, questa volta disegnando i robot-eroi (era l’epoca dei Mazinga e dei Goldrake) con i miei amichetti. Il disegno fu presto sostituito con le solite partitelle di calcio:  insorse un’ improvvisa e sfrenata passione per ill Bayern di Monaco e mi "innamorai" di Karl Heinz Rummenigge… piansi quando la “mia” Germania perdette i Mondiali con l’Italia nel 1982. Naturalmente avevo tutto della mia squadra tedesca e mi facevo reperire riviste e gadgets direttamente da Monaco. Vestivo solo Adidas e mi facevo fotografare nelle pose del mio campione, di cui scrissi anche una biografia (credo avessi avuto 14 anni). Giocavo nella categoria esordienti (o allievi?) di un Club di quartiere e da solo mi facevo le trasferte perché i miei genitori non sembrava fossero interessati a questo mio "percorso giocoso"… fu comunque una pubalgia (per un ragazzino era uno dei primissimi casi) a troncare poi l’indirizzo calcistico. Dei tempi del liceo ricordo che vestivo strano, eccessivo ed alle comitive (caratterizzate da vestiario alla moda ed omologato, sigarette per “sentirsi adulti” e  “canne” per trovare pace e misera trasgressione) preferivo leggere, soprattutto di filosofia, psicologia, fisica e astronomia. Ah, non posso non citare a questo punto anche l’astrologia, all’inizio capii che era un argomento valido con cui potevo facilmente circuire o approcciare le ragazze. E lo facevo anche sugli autobus quando marinavo la scuola!

Bizzarro questo aspetto, perché dici “all’inizio”?

Beh, generalmente l’Astrologia è associata alla stregoneria, in un mondo superficiale e pregiudizievole parlare di segni zodiacali significa associarci subito gli Oroscopi, che in realtà sono solo una parte, quella speculativa e semplicistica di una disciplina molto più articolata ed interessante. Siamo abituati a pensarci con un corpo importante o protagonista, in realtà è una percezione irrisoria proporzionandoci all’Universo ed ancor più nello Spazio-Tempo. Siamo come un granellino di terra che fa riferimento prima ad una palla di terra che a sua volta è riferita ad una famiglia di palle di terra…riferimenti che rappresentano la gravità, quindi una struttura precisa che assorbe e ci calamita come magneti. Siamo dunque dentro forze gravitazionali con precise caratteristiche. Io con una data di nascita posso tracciare profili completi di un individuo, dal carattere (la sua indole) alla sua salute. Ho tracciato migliaia di “temi natali” con risultati sorprendenti e questo mi ha innescato con effetto domino una serie di teorie sulla stessa origine dell’uomo e del suo significato. Insomma, all’inizio la utilizzavo con scopi diversi da quelli attuali.

Mi sembra di capire che sin da molto giovane eri tendenzialmente un introspettivo e “complicato”...


Non so il senso che tu vuoi dare al termine “complicato”, per me occuparmi della mia origine, delle mie radici, occuparmi dell’Esistenza mi è naturale, mi è facile, semplice e mi è assolutamente prioritario. Raggiungere un forte grado di consapevolezza, quantomeno delle nostre azioni, è fondamentale non solo per il proprio io, la propria identità, ma anche nella relazione ampia dell’io con la collettività, la società complessa di cui facciamo parte e di cui necessitiamo in modo imprescindibile.

Non voleva essere un riferimento critico…a questo punto puoi dirmi qualcosa delle tue “scoperte”?


Fino ad un certo punto ero rimasto relegato ad una visione accademica, convenzionale e descrittiva della Realtà, di una Realtà univoca. Quindi maggiori studi equivalevano a maggiori conoscenze, le conoscenze che ci permettono di descrivere prima e migliorare poi questa Realtà. Però non mi sentivo soddisfatto, mi mancava qualcosa: l’origine, la radice. Quale fosse e perché fosse è determinante, sempre. Un po’ come il marinaio che non sa dove andare ed è quindi soggetto a tutti i venti possibili, non trovandone mai uno favorevole. Un po’ come la Medicina che gira intorno l’eliminazione dei Sintomi senza mai approfondirne le Cause… la Psicologia sembrava inizialmente cercasse di parare questo vuoto, studiando e mirando sull’Inconscio come anelito della Verità ultima. Un mio caro amico mi propose la conoscenza di Ryke Hamer, presentato in genere alla Massa ed al Popolo come un medico stregone che curava il cancro con gli infusi di limone! Già questo mi indusse ad approfondire meglio il personaggio e la “faccenda”: la grande intuizione di  Hamer (dopo anni di studi e ricerche) fu quella di correlare le malattie (poi meglio ridefinite) ad uno stato percettivo ben preciso della nostra psiche, la quale rappresenta uno “stadio” avanzato di cui l’organismo vivente si è appropriato nel corso della sua evoluzione. Quando questo stato percettivo diventa conflittuale (e recidivo) con il proprio corpo, tessuti ben precisi (relazionati alla tipologia del conflitto) subiscono delle variazioni che si traducono in sintomi, ovvero stadi di riparazione, veri programmi che il corpo attua per la sua sopravvivenza. E’ proprio questa sopravvivenza “biologica” dell’essere umano mi ha acceso e spostato la vicenda verso “lidi più trascendentali”, quindi paradossalmente esistenziali! Quello che pensiamo, diciamo e facciamo non ha solo un origine psicologica ma, ancor piu importante, biologica. E la biologia non ha nessun “legame” con la morale o la ragione, la biologia agisce autonomamente con un solo obiettivo: la sua sopravvivenza, la sua autoconservazione. Non solo. Bert Hellinger ci spiega bene che i processi biologici hanno una memoria e si tramandano. Nelle nostre famiglie certi eventi si ripetono sistematicamente, ciclicamente, e le nostre individualità soggiacciono ad un percorso già prestabilito, interpretandone noi semplicemente la parte in modo spesso passivo ed inconsapevole. Se osservassimo attentamente il nostro Albero Genealogico e annotassimo eventi e caratteristiche anche sommarie dei singoli componenti, ci risulterà facile scoprire come certi percorsi e certi personaggi dell’albero seguono un “filo conduttore” preciso  e ripetuto. Queste per me sono state “scoperte” che hanno modificato, o forse meglio, stravolto non solo il mio pensare ma la percezione stessa con cui guardavo il Mondo e l’Umanità, rimettendo in discussione le stesse relazioni umane e le loro vicende, o accadimenti.

Ammetto sia tutto davvero interessante, ma perché Hamer sarebbe descritto come uno stregone? Il solito ciarlatano insomma…


Le ragioni sono le stesse che riguardano il mondo della Politica. La prima riguarda l’aspetto economico: la Lobby delle Case Farmaceutiche può avere interesse a far curare, per esempio, un cancro o tumore (tu-muori!) lavorando sull’aspetto psicologico, o sulla prevenzione consapevole, anziché quello farmacologico? Big Pharma deve vendere i suoi prodotti, i suoi veleni. La Chemioterapia è il protocollo, l’unico, inattaccabile ed invincibile… quello che statisticamente poi non da scampo nel 90% dei casi! All’evidenza di ciò, il paziente resta cieco e abbindolato dalla speranza, perché il paziente diventa poi un malato a tutti gli effetti! Big Pharma ha bisogno dei malati esattamente come il Sindacato ha bisogno dei lavoratori depredati e sfruttati. Anche se il malato guarisse (per diverse ragioni e variabili che non sto qui a sviscerare) deve farlo nel tempo necessario per l’arricchimento della Lobby, oggi tra le più potenti nel Mondo. L’altra ragione, non meno importante, è l’approccio conoscitivo, la nostra struttura mentale: la Medicina non si è mai voluta (e/o potuta) aprire ad un indirizzo diverso, nuovo, rispetto ai suoi protocolli che non contemplano il concetto fondamentale ed indispensabile della Fisica Quantistica, ovvero “superare i limiti”, “l’impossibile” può esistere se immaginato. La Medicina è rimasta radicata nella cura, nell’eliminazione del sintomo come Mission, senza interpellare adeguatamente le Cause. Questo, ripeto, per limiti gnoseologici, forse anche perché accomodanti. Quindi non ha mai lontanamente voluto palesare una “collaborazione” con altre branchie conoscitive. Dimenticavo: sia chiaro che Hamer non ha tracciato alcuna vera Prognosi di cura, ha determinato le Cause ed interpretato il grande vaore dei sintomi… mi sembra una distinzione necessaria per tutti i manipolatori dell’informazione che parlano di limoni e quant’altro!

Hai citato la Politica…posso chiederti se voti “a sinistra” o “a destra”?


Perché mi prospetti una scelta così limitata o così drastica? Chi ha deciso che debba stare o di là o di qua? Diciamo che il Sistema di Potere, ancor prima della Politica stessa, ha tutto l’interesse a dividere in due, a sintetizzare così il suo spettro, perché può svolgere una più facile azione di Controllo della Massa (rimando ad un bel libro di Elias Canetti). Una buona idea sociale può essere “di sinistra” o “di destra”, perché devo costringermi dentro un estremità che poi è il riflesso dell’altra? Sono finte opposizioni, si servono vicendevolmente per esistere (autoconservarsi), nella consapevolezza che l’uomo ha necessità biologica di schierarsi perché rappresenta uno stimolo a conservarsi! “Sinistra” e “Destra” sono facce della stessa medaglia: la Storia stessa ce lo spiega e ce lo dimostra, ci ricorda che il Comunismo di Stalin ha massacrato milioni di vite umane allo stesso modo del Nazismo di Hitler, una si nutre dell’assenza o della presenza dell’altra! La Politica sana dovrebbe concentrarsi dunque non sullo “schieramento” ma sull’ Etica delle Idee. E qui potrei aprire un mondo di fatti tangibili a spiegare, dimostrare questo fondamentale concetto…

Vai pure, ti ascolto con interesse…


Posso offrirti un drink?

Ah grazie, uno Spritz allora.


Banale “Spritz” per te, banale “Mojito” per me!

Siamo banali…


Beh, il mio “Mojito” ha una ragione ineluttabile: amo la menta, il suo profumo è quasi terapeutico, i profumi sono sottovalutati ma rappresentano un vera toccasana! E pensare che fino ad una quindicina di anni fa ordinavo il “Sex on the beach” solo per aggiungervi quel “with you” alla cameriera mirata!

Ahahah… Torniamo seri, nel senso riprendiamo temi seri…


Bene! Dove eravamo?

Volevi dimostrarmi l’insensatezza, le contraddizioni e la meschinità dei Partiti Politici nella consistenza prima ancora che nell’ideologia incantatrice.


Ah si! Allora prenderei a modello la realtà politica italiana, che è il contesto spazio-temporale che ci appartiene più da vicino e che dovremmo quindi conoscere meglio. Analizziamo chi sono, cosa fanno ed hanno fatto i comunisti rispetto ai loro antagonisti fascisti: sono ex sessantottini  dai quali partivano le vere lotte proletarie (lo sfruttamento operaio), ed oggi fanno gli intellettuali godendo una vita di privilegi regalati (case e lavori comunali…), sono quelli che hanno istituito i Sindacati, oggi strumento di insabbiamento dei diritti per favoritismi personali (ricordiamoci sempre di un Epifani divenuto segretario del Partito Democratico!), sono quelli che alzano il valore economico di un quartiere dove ci abitano, quelli che sembrano vestiti da straccioni ma in realtà fanno “moda di gruppo” e lavorano, e frequentano “l’arte griffata”, quelli che vivono di antifascismo solo per avere un motivo di vita (un antifascismo mantrico in assenza di fascismo!), quelli che inorridiscono ad Hitler ma fingono di non conoscere Stalin, sono i “radical chic” (o “radical shit”!) che in Rolex se la godono tra “piatti gourmet” e serate mondane sussurrandoci sterili intellettualismi marxisti per la loro patetica autocelebrazione, sono quelli che hanno invaso i Media e pilotano le informazioni ed i fatti da innestare nel popolo (come fosse Oppio!), sono quelli che in Parlamento respingono le Leggi sui loro Privilegi, sulla Corruzione ed a fine mandato spariscono con il “bottino dei vitalizi” lasciando la palla dorata al “figlio”, sono quelli che hanno metà parlamentari indagati o condannati, sono quelli che si autoproclamano progressisti per “libertà di pensiero” ma censurano chiunque la pensi diversamente da loro, sono quelli che dimostrano la loro civiltà vandalizzando i muri di ogni angolo delle strade, sono quelli precari che però investono tanto “sul mattone” e risultano i maggiori latifondisti, sono quelli che si autocelebrano a  rivoluzionari semplicemente stampandosi il “Che Guevara” sul deltoide, conficcandosi un anello al naso, gironzolando per le strade trafficate in bicicletta o leggendo in metro il libro proposto dalla “loro moda”, sono quelli che pur di non lavorare si inventano artisti ad ogni costo e diventano pittori e  attori o solo critici dei settori, sono quelli che si approvvigionavano voti e sudditi durante le guerre in Medio Oriente sventolando le bandiere colorate della “Pace” come loro unica, innovativa ed estrema soluzione o proteggendo (o rappresentando!) le potenti “categorie” delle comunità gay, trans, ebraiche e animaliste, sono quelli che stanno sempre e comunque “uniti” e si chiamano “compagni” perché sanno che da soli se la farebbero nei bagni… e come si aiutano però per un bel posto di lavoro nella TV o nel Cinema, sono quelli che escono dalle Università con la coroncina di foglie sul leggerissimo capo e ti "guardano" già con l'aria del dottorino onnisapiente e onnipotente… ma sappiamo anche che molti loro Professori  erano i loro padri! Sono quelli che non sopportano i fascisti perché in fondo sono troppo uguali a loro, desiderano e fanno le stesse identiche cose, con le stesse modalità… loro ci impongono, ci obbligano a farci 12 vaccini…ma non accadevano queste procedure anche  ai tempi del Nazismo?! Come vedi è tutto parecchio ripugnante, profondamente ridicolo, evidentemente grottesco… gli uomini possono  davvero ammalarsi, non solo di fegato o di cataratta, ma anche di mente, la mente come “anima del corpo”, identità e consapevolezza della propria esistenza. In Italia dagli anni 90 c’è stato un Trasformismo politico raccapricciante: il Comunismo fallito nel mondo ha lasciato stralci di gente allo sbando, insediandosi "improvvisamente" sulle Poltrone del Potere, inciuciando con i loro storici rivali (Berlusconi & Co), svendendo Enti e Apparati Statali ai Privati ed anche a quelli stranieri, permettendo il risucchio del Made in Italy e delle migliori Aziende ed Industrie Italiane, proteggendo le Banche dai loro squallori a discapito dei lavoratori, aggiornando leggi con decreti notturni e vacanzieri, di nascosto si succedevano al timone sconosciuti zerbini del Potere Finanziario senza voto, e Presidenti si autoriconsolidavano con mandati bis (14 anni!), direttamente dalla Massoneria Mondiale si insediava sulla Magica Poltrona un banchiere attempato che chiedeva sacrifici agli italiani, sacrifici lunghi e massicci che avrebbero portato a risultati magici per tutti! Infatti è oggi un Paese che versa ancora nella disoccupazione più sconvolgente, nella corruzione come unico sistema di sopravvivenza  (per pochi di arricchimento), nell’immeritocrazia come processo  di appiattimento del livello medio, nella deflagrazione culturale come sistema di assorbimento agli urti economici e sociali. E’ evidente ormai che la Politica svolge un azione di Governo-Ombra, di facciata. Il Potere vero è quello Finanziario, del Nuovo Ordine Mondiale.

Non sono nato ieri, ma hai descritto una realtà apocalittica…non credi tu abbia forse esagerato su alcune questioni? Credi davvero l’uomo sia così disumano da costruirsi un Mondo così assurdo, ingiusto, quasi autodistruttivo?

Sono fatti, non parole aggrovigliate! Ti raccontavo, credo all’inizio quasi dell’intervista, che gli uomini pensano e agiscono per la loro sopravvivenza e tante sono le variabili che ne plasmano la loro evoluzione. Giusti o sbagliati, buoni o cattivi, siamo tutti convinti di pensare e fare bene o fare male per fare bene, ma per i nostri obiettivi, convenzionalmente circoscritti nel calderone della “felicità”! La normalità va estremizzandosi al sadismo ed al masochismo, in un processo paradossalmente naturale. Assistiamo a soggetti che frustano soggetti che sembrano quasi compiacersi del dolore infertogli, in modo sistematico ed ipnotico. L’avvento tecnologico però ha dato una chiave di svolta: Internet. Prima di esso il mondo ci era rappresentato unicamente dai Media, dove non potevamo vederlo o viverlo. Il Quarto Potere erano la Tv, la Radio, le Testate giornalistiche (e lo sono tutt’oggi). Potere gestito da quel Potere Finanziario che ti accennavo. La Lobby Massonica distribuisce sempre i personaggi chiave nei posti chiave e recluta uno staff addestrato minuziosamente. Quindi  quello che un tempo ci veniva propinato era sempre e solo la verità dei fatti, ma dei fatti loro! Il giornalismo d’inchiesta era un eccezionalità e comunque mai doveva superare le righe. Cosa che fece proprio negli anni 90 un certo Beppe Grillo, e fu subito radiato dalla TV perché divulgava notizie e dati scomodi e sconcertanti. Era impensabile poi, a distanza di un paio di decenni, che una forza dal basso, di netta opposizione ed apartitica, scaraventasse fuori un intero Sistema di Potere marcio. Questo semplicemente perché lui e Casaleggio intuirono le potenzialità di Internet per fare Nuova Informazione, per divulgare quello che era prima censurato  e censurabile, per svegliare le coscienze dormienti, per unire e alimentare la forza e l’importanza della dignità, del coraggio e dell’onestà. In Italia è dunque accaduto qualcosa di veramente straordinario, non solo per eliminare e pulire un intero Sistema marcio, non solo quindi lo stabilirsi di una sacrosanta Nemesi, ma anche per le modalità: senza l’utilizzo di pietre e bastoni, senza una “guerra civile”, senza un “colpo di Stato”! Eppure stiamo assistendo ora a qualcosa di ancor più clamoroso: una cospicua percentuale del Popolo , evidentemente quella che non ha partecipato al “Ribaltone”, sembra essersi schierata spudoratamente con il  vecchio Sistema, quello Marcio! Non solo non ha saputo cogliere l’Occasione e riconoscerne il Privilegio e l’eccezionalità dell’Evento ma, sospinta da una campagna mediatica senza precedenti, contrasta il Nuovo senza neppure averlo testato. Il “Movimento5stelle” è quanto di più sinistro potesse pretendere la Sinistra eppure trova nei comunisti i suoi più acerrimi nemici! Gli contestano incompetenza coloro che hanno dimostrato tutta la miglior competenza nel truffare, ingannare, rubare e depredare il suo Popolo a favore della Grande Finanza. Questa sarebbe la Sinistra (o pseudotale), dopo decenni in cui gli  italiani venivano derisi e spogliati di tutto.

Secondo te chi può remare contro?

Ovviamente, ed è all’evidenza, quelli che tu chiami “di sinistra”. Tutti coloro che hanno sguazzato nel Marcio, i "radical chic", tutti quelli che hanno interesse ad alimentare un Sistema che li ha arricchiti. Diciamo appunto i comunisti, anche se oggi fa sorridere anche solo nominarli o pensarli. Sono le zecche ed anche i nostalgici invasati che hanno ovviamente difficoltà a rinnegare o ridiscutere l’ideologia che li ha “tenuti in vita” (o in ostaggio mentale!)… se ne sentono ancora rassicurati, stanno ancora insieme, uniti e non a caso si chiamano ancora “compagni”! Preferiscono tenersi “il prosciutto agli occhi” insomma. Poi c’è una larga maggioranza degli anziani, le prime vittime della TV e dei giornali che li direziona come pecore. Ho annotato e riscontrato tanti giovani universitari, pecore o pecorine che subiscono già nei primi banchi accademici l’inganno della “Conoscenza come Sapienza”… ma l’indottrinamento è sterile senza l’identità, senza “un ‘anima riconosciuta e riconoscibile”. Questi saputelli sono anche quelli che non accettano dubbi terzi e, nel loro stucchevole ma perverso autoconvincimento, fanno passare tutto ciò che li disorienta per “complottismo a destra e a manca” (la vicenda delle “scie chimiche”, o la vergogna di certi presunti e cinematografici attentati terroristici, ahimè!).  Tra “i destri”, non saprei, forse qualche inguaribile berlusconiano o nostalgico fascista/nazista. Di certo, c’è ancora molta gente  assurda che si dimostra collusa con il Marcio, che ha quindi interessi personali ed approcci “mafiosi” verso la Civiltà, ed ovviamente  molti ebeti, spugne benedette della mala informazione dei Media.

Riesci  paradossalmente a farmi sorridere…trovo davvero triste e abominevole la spudoratezza dello schieramento dei Media, la cosiddetta informazione di Massa. Entriamo meglio nei dettagli?

Ah certamente, ma scopriamo l’acqua calda! Basta leggere attentamente sull’attualissimo  tema “immigrazione” o quello dei “vaccini”. Basta leggere “Repubblica”, il rotocalco turbomondialista come è stato giustamente definito. Ci vogliono far credere che l’attuale nuovo Governo (M5S/Lega) stia uccidendo i migranti, non abbia alcuna pietà, sia razzista e xenofobo. I Media sanno utilizzare il linguaggio! Si servono delle categorie, delle generalizzazioni, degli slogan…hanno bene imparato dalla Politica e dal Sistema Finanziario a cui sono evidentemente asserviti. Per me non è neppure mala-informazione, è inganno… direttori e giornalisti firmatari dovrebbero essere tutti processati, assumersi le proprie responsabilità  per falso ideologico (ogni qual volta sia accertato), o concorso in strage (ogni qual volta si verifichi la strage) etc. La realtà dei fatti è quella di un Governo Italiano che batte i pugni all’Europa (quell’Europa che è stata solo un alibi per la globalizzazione di comodo, mero strumento di controllo e arricchimento della Finanza), sta cercando di determinare e redistribuire gli sbarchi degli immigrati non solo sul territorio italiano, ma i Media “storpiano ad hoc”  spostando il baricentro della questione. “E’ un Governo razzista e fascista, ed anche xenofobo!”. Ma come ben spiega il giovane e brillante filosofo Diego Fusaro: “L’obiettivo del mondialismo e dei suoi agenti non è integrare i migranti, ma disintegrare i cittadini. Non è rendere i migranti come noi, ma noi come i migranti: senza diritti, sradicati, con salari da fame. È questa la funzione dell’immigrazione di massa”. I Media non ci racconteranno mai quanta speculazione ci sia tra le varie Associazioni Rosse e Fondazioni quando si parla di immigrati africani: ONG, Cooperative, Fao… Perché continuano a morire di fame? Perché non attuano un vero piano di crescita e “civilizzazione”, affinché si possano autosostenere, anziché dimenarsi in un ipocrita e strategico buonismo fatto di gesti a dir poco pleonastici, come spedire ancora i viveri e tutto il necessario  come  in un Era primitiva?! Perchè non si battono fermamente su questo? Sui vaccini, la questione riguarda l’obbligatorietà di ben 12 vaccini, invece il messaggio che passa come mantra: “i vaccini sono necessari e sono una grande scoperta utilizzabile da tutti con grandi benefici, chi si oppone è ignorante!”. Io non prendo neppure un “Moment” per il mal di testa, non vedo perché debba essere obbligato  a farmi un vaccino, anzi 12!

Ma sembra che chi non li faccia diventi pericoloso, un portatore insomma…

Non può essere un problema di cui debba assumermene delle responsabilità, non è colpa mia se la Società si stia adattando volontariamente a  difese immunitarie più deboli. Non l’ho creata io la questione o il problema. Se uno vuol farsi 30 vaccini se li facesse, non lo obbligo certo al contrario, anzi, se ne facesse anche 50! Ma qui non si sta parlando dell’obbligo a fare il "bollo” dell’auto, è molto diverso. E’ un mondo che deve essere controllabile su tutto e su cui è possibile speculare alacremente e pesantemente.

Chi ci controlla ed in che modo siamo controllati?

Non vorrei essere frainteso: la questione non è personale: qualcuno che ci guarda, fruga e indaga su di noi, singoli. E comunque chi se ne frega, io non ho scheletri nell’armadio ma anche se li avessi chi se ne frega lo stesso! Per controllo intendo le tecniche  del Sistema di Potere (ovvero il Potere Finanziario) ad indirizzare la nostra vita, una serie di strumenti ed accorgimenti che fungono da sedativi e quindi capaci di controllare le Masse che diverrebbero pericolose se slacciate alle loro individualità pure e vive. Dai tempi antichi ci pensarono le religioni, in particolare il cattolicesimo, ad appiattire e livellare le possibilità cerebrali. L’induzione all’essere “buoni”, a “porgere l’altra guancia”, all’attesa di un'altra vita, ed anche migliore, al premio di un paradiso, è stato di notevole aiuto a tutti i Governi per tenere “tranquilli e spenti” interi popoli  e fare “i porci comodi”! Ammetto che se non ci fosse stato il cattolicesimo si sarebbero consumate quotidianamente stragi e tragedie… ma forse “la legge del taglione” era quella più giusta, una selezione (semi)naturale! Oggi la droga  ed il suo finto divieto assume un ottimo contributo a spegnere le coscienze (oppiacei) o iperaccenderle per arruffare e violentare gli individui, indebolirli nella lotta e nel caos (cocaina, exstacy…) o bruciare i cervelli (allucinogeni), presto con la loro vasta diffusione  (a causa proprio anche del malessere alla vita contemporanea) avremo una razza di dementi molto accanita! Alla droga aggiungo sempre il notevole contributo della TV spazzatura o demenziale, che veicola prevalentemente prodotti sterili ed ambigui, incantando le masse verso il nulla e facendogli trascorrere il proprio tempo nell’esercizio della vacuità e dell’impalpabilità, nell’inconsistenza. Stesso discorso per il fenomeno attuale dei Social:  strumenti che necessitano di un calibrato e mirato  utilizzo per lo sfruttamento migliore del loro notevole potenziale ma che sfociano o sfogano più spesso nell’isteria collettiva di una Realtà Virtuale riparatrice e consolatoria. Infine c’è sempre lui, il mito Calcio: la miglior trovata inconsapevole per il Potere di scaraventare altrove le speranze ed i sogni dei singoli, che trovano di che intendere e parlare per tutta la settimana!

Sembra un mondo di pazzi.

Fuoco! Il tuo è stato probabilmente un modo di dire,  ma parlare oggi della Follia in modo serio, appropriato ed approfondito credo sia importante, anche perché spesso viene esorcizzata e confusa con la bizzarria o l’eccezionalità.

Sembra quasi tu cercassi l’assist: accontentato!

Grazie, è l’argomento che mi riguarda quindi credo sia naturale questa fatale attrazione! Ovviamente sto scherzando… Quando mi capita di guardare quei bellissimi documentari di National Geographic sulla Seconda Guerra Mondiale faccio fatica a contenere le lacrime. Quelle immagini sono un mondo di riflessioni insopprimibili per me. Può un uomo andare a morire per battagliare in una Guerra spesso sconosciuta  e sempre insensata? Una Guerra che non gli appartiene, di cui non ha alcuna argomentazione e tanto meno interesse? Tutte quelle torture, quei corpi ammassati…Come può un Capo di Governo concepire l’idea di lanciare una bomba atomica sulla Terra che lo ospita? E quell’iraniano, quel coreano  e quell’americano (statunitense), come possono giocare a “chi ce l’ha più grande” con le bombe nucleari in mano? Come puoi utilizzare l’alibi della religione e della razza per fare una guerra  tra innocenti, ma solo per avidità di denaro  o consolidamento delle Gerarchie del Potere? Come è possibile nell’età contemporanea ci siano ancora genti ridotte in schiavitù, donne come oggetti, bambini mutilati, anziani che vivono con pensioni ridicole, giovani disoccupati che protestano sotto i Palazzi del Potere per una causa calcistica ed incapaci  di ribellarsi in qualsiasi modo alla loro condizione esistenziale, padri di famiglia attempati che devono elemosinare un lavoro, morire per attraversare un ponte privo della manutenzione ordinaria o morire ad un incrocio stradale per colpa di uno strafatto e usuale cocainomane? Come è possibile che al comune cittadino gli sia prospettata la prigione e mai la giustizia e  viceversa ai spregiudicati ed autorevoli truffatori quasi mai una pena? Come puoi pensare di abusare sessualmente di un bambino? Come puoi propormi l’eccezionalità di un transgender come normalità, o normalità anche l’adozione in una coppia omosessuale (se in natura sono maschio con femmina a procreare)? Come può un uomo consumare la propria vita rincorrendo il denaro e non avere neanche il tempo di consumarlo tutto o la stessa capacità di farlo poi nel modo migliore? Come puoi consumare la tua vita ingannando sistematicamente un Popolo e poi baciare tuo figlio? Come puoi parlare con un cane, cibarlo con salmone, allestirti  un acconciatura di capelli come la sua testa, e difenderlo come fosse un figlio, umanizzarlo fino ad abbandonarlo poi in estate nel cortiletto ad abbaiare h24? Come puoi perdere il tuo tempo prezioso per guardarti su uno schermo una showgirl sgangherata e milionaria, o una web-influencer sciacalla o una conferenza stampa di un allenatore di calcio, quello che ciancica un linguaggio che gli sembra si stia occupando di “massimi sistemi” alla sopravvivenza del pianeta...invece alla fine scopri che era solo un 4-3-3? Come può un/una quarantenne crogiolarsi con facebook nel rendere pubblico ogni  momento del sua triste esistenza divulgando foto e pensieri raccapriccianti? Come è possibile tutto questo e tanto altro ancora? Ripeto, non sto parlando di casi isolati o gente che parla da sola per strada o tiene comportamenti eccessivi e bislacchi per indole narcisistica o megalomane. Parlo di vera Follia umana, della dissociazione con la realtà, con la propria umanità, con la capacità di dare il giusto peso e le giuste proporzioni alle cose, alle persone, agli eventi. La dissociazione non può essere ammessa nella collettività, va soppressa, eliminata come erba gramigna... perché la sua diffusione corrode pericolosamente, ed il mal di vivere mangia silenzioso e latente, per questo ancor più deprimente. La democrazia è una fottuta invenzione di comodo (tra l’altro sempre mai dimostrata quando necessaria), non esiste in natura ed ancor più nella complessità della condizione umana, o animale! Vorrei gente diversa ma gente sana.

Purtroppo non posso che essere d’accordo, non saprei e potrei contraddirti…ed è uno scenario inquietante. Tu che soluzioni avresti?

Vuoi facciamo una pausa? Capisco che abbiamo intrapreso argomenti impegnativi.

No, tranquillo. Preferisco la “full-immersion”, e sarebbe un peccato interrompere questa frequenza così affascinante, che sento forte. In ogni caso tra poco ti chiederò cose più “leggerine”…

Ah va bene. Cosa dicevamo?

Soluzioni?!

Ah si. Beh, innanzitutto ti premetto che ormai da tantissimi anni ho imparato ad ottimizzare al meglio il mio tempo e le mie energie, o anche idee. Quindi gestisco, per quanto possibile, la situazione controllando i miei spostamenti, le mie vacanze, le mie frequentazioni sociali...ogni faccenda burocratica. Ogni cosa che mi relaziona agli altri e quindi alla possibile Pazzia! Credo sia importante scegliersi il luogo giusto per vivere, quando ti senti un “pesce fuor d’acqua” è assolutamente necessario spostarsi da un campo evidentemente sgradito e/o conflittuale, distruttivo (per quanto distruggere sia necessario a ricreare). Avrei due soluzioni. La prima è di tipo politico/filosofico, un po’ come pensò di fare Platone con la sua “Repubblica”. La seconda è decisamente più concreta, fattibile., più terrena! Mi sono sempre chiesto perché non capovolgere queste divisioni, queste ideologie e questi schieramenti apparentemente contrastanti, trovare una soluzione “omeopatica” per mettere d’accordo tutti, un modo resiliente. La Terra che ci ospita è così grande che pensavo di ricreare zone specifiche e redistribuirle diversamente, non in modo casuale: ognuno di noi può scegliersi l’area da occupare in base ai propri credi politici o religiosi, alle proprie usanze e attitudini, alle proprie predilizioni climatiche e ambientali, le zone sono tante e distinte per caratteristiche. Chi non ama vedere i muri dei palazzi imbrattati non si orienterà dove sono concentrate “le zecche”, per esempio. Oppure chi aspira ad una Banca Unica Nazionale potrà farlo dove sarà prevista. Chi concepisce solo la bicicletta come mezzo di trasporto può dirigersi nell’area specifica, chi si sente particolarmente “alternativo e avanzato” può coesistere nell’area transgender e godersi le folcloristiche dimostrazioni “Gay Pride”. Chi mal sopporta uno Stato troppo oppressivo o che abbia troppe regole può direzionarsi in un’ area di ipergarantisti o pseudoanarchici. Chi crede nella soluzione dei “vaccini” può concentrarsi con i “vaccinisti” e così via.

Sembra una sorta di federalismo…

Si simile, e le regole sono poche e semplici, almeno queste però vanno rispettate rigorosamente da tutti. Le aree sono come alberi ramificati: Grandi Settori concepiti e differenziati per idee politiche (quelle classiche o comuni) e poi ognuno può scegliersi le Micro-Zone più appropriate al proprio stile di vita, adibite nei specifici Grandi Settori.

Si può cambiare idea, dopo un primo test, e passare altrove?

Si, certamente. Se non ci si trova bene  è concessa una nuova scelta, una sola però (sono convinto che non ne basterebbero 10!). Altrimenti si viene collocati coattamente nel Settore dei Pazzi! Credo tutti in questo modo possano sentirsi bene e nel giusto, si evita la pericolosa promiscuità ed è ciò che ognuno si è scelto, senza più alibi!

Spiritoso, ma ammetto interessante. La seconda soluzione?

La seconda invece nasce da un’idea che non richiede il Consiglio Internazionale di tutti i “terrestri” e quindi la complessità della sua fattibilità anche burocratica, ma rappresenta una mia concreta possibilità, possibilità che può essere di chiunque la desideri, come me. Trovarsi un gruppo di amici, o conoscenti fidati, e fare una Comunità, facciamo per esempio con un tetto max di 100 persone. Questi comprano un grande terreno di un’Area scelta, proporzionato al numero dei componenti, e si costruiscono le loro case (magari di quelle ecosostenibili) e tutte le piccole infrastrutture necessarie, un progetto d’insieme con un’estetica d’insieme coerente. A questo punto ognuno dei componenti offre il proprio apporto professionale ed umano per un autosostentamento (istruzione, sanità etc..) totale nel quale la garanzia del civile e quieto vivere diventa assoluta, la vita melodiosa e fiabesca. Ovviamente richiede un certo adattamento ad una vita che non è più metropolitana. E’ un progetto reale che voglio realizzare per il futuro prossimo!

Wow, mi piace molto…sembra un ritorno alle origini.

No, no. Questo è il ritorno al futuro!

Vorrei chiederti ora qualcosa di più personale, mi spinge forte la curiosità! Le relazioni? Sei sposato? Fidanzato? Hai figli?

Ovviamente no.

Perché ovviamente?

Chi si rovinerebbe la vita con uno come me? Scherzo… Non ho mai avuto legami sentimentali importanti, nel senso sono stato innamorato pochissime volte o forse neanche quelle, evidentemente. Forse troppo impegnato a fare altro, distratto da altro, forse non ne sono mai stato fortemente interessato, forse non ho mai incontrato la  donna giusta, calibrata per me… ma non l’ho mai sentito come un problema. Mi spiego meglio: da molto giovane mi immaginavo anche sposato con figli ma in realtà certi preconfezionamenti, certe scansioni non hanno mai fatto parte delle mie attitudini. Non vivo, come molti uomini oggi, per raggiungere obiettivi convenzionali e tantomeno se si tratta di relazioni. Le relazioni richiedono una serie di variabili coincidenti ed è, anche statisticamente, difficilissimo che si verifichino. Comunemente tutti vivono per cercarsi un partner, e si illudono sempre di averlo trovato, lo trovano anche con estrema facilità, se solo pensiamo alla complessità umana e caratteriale ed alla densità della scelta. Eppure vivono quasi tutti tormentati ed insoddisfatti, e le separazioni sono dominanti. E’ ovvio che lo spessore intellettivo, culturale e sociale faccia una grande differenza ed incide sulle probabilità di successo o meno. Più bassa è la sensibilità in tal senso più facilmente cerchi e trovi un partner che ti accompagni e ti colmi i vuoti esistenziali, anche nella consapevole illusione. E’ l’istinto di sopravvivenza, e/o riproduzione! “Quell’amore” che tanto le coppie sbandierano è la forma più bassa del nobile sentimento predicato ipocritamente. L’uomo sa bene che la ama perché lei lo ama e lei sa bene che lo ama perchè lui la farà diventare mamma o perché sublima i suoi ”sogni d’amore” o semplicemente perché è l’unico che se l’è presa! L’amore vero e sano si manifesta altrove, sotto le forme per esempio della solidarietà, dell’altruismo sociale… Ovviamente sono riflessioni di massima, non possono riguardare tutte le coppie ma una buona parte, si! E di coppie belle, felici (come dovrebbe essere) ne ho viste pochissime, davvero poche. L’essere umano, come ti dicevo, tende ad essere masochista quando è depresso, insoddisfatto, e quindi si crogiola nel tormento di storie o vicende raccapriccianti, assurde, autodistruttive… per occupare il suo misero tempo. Io non sono disposto o predisposto a questo rischio, evidentemente! E comunque, ripeto, non tutti nasciamo per seguire gli stessi percorsi precostituiti, e soprattutto credo che se un uomo sapesse rendere felice una donna, il mondo sarebbe migliore, molto migliore. Ti risulta avvenga questo?!

Sei tremendo. Un ideale di donna lo avrai, non è possibile che un uomo della tua spiccata sensibilità non senta la necessità di un amore, come dici te anche sopravvalutato, se vuoi, ma insopprimibile…

Sembra di essere in un agenzia matrimoniale! Comunque si, certamente ho un’ idea precisa della donna tassoniana! Non ho grandi pretese: certamente aggraziata, garbata, affettuosa, sensibile, premurosa e perspicace; e poi con senso dell 'ironia (ed autoironia) ovviamente. Fisicamente tettona decisamente, meglio se con ossatura delicata (caviglie, polsi, spalle…). Ah, poi la pelle, ben levigata e meglio se chiara.

Sembra cerchi una mucca…

Esatto, deve richiamarmi una mucca. Magari a trovarla una donna-mucca oggi!

Ed i figli non avresti voluto averli?

Certamente, ma non si può avere tutto. Qualcosa ti è dato e qualcosa ti è tolto, a tutto c’è un prezzo comunque. Avrei anche un buon ascendente: adoro i bimbi ed i bambini fino ai 9 anni circa. Il “bimbo” è quello che può insegnarci meglio di tutti a vivere e ad essere umani, a rimanere sani. Ma non puoi certo farli con la prima che ti capita per il tuo piacere o egoismo, incastrarti in una relazione schizofrenica. Mi capita sempre più spesso osservare  tante giovani mamme che fino a ieri avevano "una siringa al braccio" e dopo qualche settimana te le ritrovi a fare l'educatrici o l'educande a gran voce nei supermercati! Voglio dire: i figli diventano sempre più un illusorio salvagente, l'ultima spiaggia, un motivo per allungarsi la vita o magari una proiezione personale della vita sperata, una rivincita... ma poi sono spesso loro, i figli soli, a pagare le conseguenze di un infinito, scellerato  e spesso violento contenzioso tra i due genitori. Sono un uomo responsabile, io.

Sempre a proposito di relazioni: tu credi in Dio?

La domanda è mal posta, comunque provo a risponderti. Faccio fatica anche solo ad  immaginare un Dio con le sembianze di un uomo vecchio che dal nulla crei tutto, che controlli miliardi di anime che hanno avvicendato la Terra e ci giudichi nella nostra già precaria condizione. Un Dio può in caso rappresentarsi come Entità sopra le parti certamente, e per quanto tale non correlabile  e non descrivibile dall’immaginario umano. Dialetticamente potrei qui parlarne per ore… ma resta un approccio fallace e limitato. Quelli che lo menzionano continuamente o bestemmiano, ne affermano la sua esistenza; nel secondo caso per disperazione: ne sono talmente coinvolti che traslano in lui le responsabilità dei loro fallimenti o accadimenti. Come vedi c’è un ancestrale ed insopprimibile necessità dell’uomo di cercarsi l’origine, è all’evidenza della Storia dell’Umanità. E quindi eludere mentalmente questo insito bisogno  è solo un atto di forza, inconsistente e direi anche deprecabile. Non ho quindi tutte  le conoscenze per affermarlo o negarlo ragionevolmente (ma il ruolo che rivestono i protoni, l’antimateria e quindi il non-tempo dei buchi neri è molto interessante per capire la non necessità di un origine nell’inesistenza del Tempo dall’ipotetico Big Bang), non so se esiste. Certamente mi piacerebbe credere fermamente possa esserci una seconda vita redentiva o uno stadio di coscienza giustificatrice di tutto, una differenza tra “buoni e cattivi”, un paradiso o uno stadio Zen! Sono un possibilista che sente fortemente la Natura Universale della propria esistenza, per questo trovo indecorosa la bestemmia, che resta comunque un insulto alla propria Natura ed una evidente indelicatezza verso il credente (in fondo non si parla di bruscolini!). Allo stesso modo sono infastidito dal fanatismo e dall’ostentazione sconsiderata, nella complessa articolazione personale e universale del “tema”.

Hai un’idea della morte, ne hai paura?

Assolutamente no, è un azzeramento, un bel sonno profondo dal quale non ti svegli! Credo sia come pensare a tutto il tempo precedente la nostra vita, quando non c'eravamo. Altresì, può dispiacermi non aver potuto concludere qualcosa prima o lasciare qualche caro. Mi sgomenta invece la malattia in vecchiaia, non essere autosufficiente, più che il dolore. Mi fa paura invece l'arroganza e l'ignoranza, quella che ti lascia senza speranza.

Entriamo ora più nel frivolo. Cosa ne pensi dei Social, di Facebook…?

“Cercando di sembrare ciò che non siamo, cessiamo di essere quel che siamo” disse Ernst Jünger. Per me sono strumenti utilissimi, un opportunità anche divertente di confrontare e condividere idee e notizie. Di fare meeting. Purtroppo diventano direttamente proporzionali al livello medio degli utenti. Strumenti mal interpretati e quindi male utilizzati. La miseria umana è oggi riversa tutta in questi rullanti e riluttanti contenitori in cui senti un’umanità delirante: onnipresenti ci scarabbocchiano dentro amenità e banalità sconcertanti, ci descrivono di una vita parallela felice! E i silenti d’altro canto vi sbirciano tanto con il vanto dell’esclusivo osservatore! Ci sono quasi tutti per guadagnare, strappare un “like”, un compiacimento,  o per impicciarsi dietro la serratura. Direi è un ottimo strumento per una diagnosi patologica, oggi possiamo paradossalmente vedere le persone per quello che realmente sono, dietro lo schermo rassicurante. Il mondo prima di Facebook era un altro mondo...ed io ero un ingenuo prima!

Tatuaggi ne hai?

La domanda contemporanea?! Ovviamente no. Mi fanno schifo per estetica e concetto. Sono rappresentativi di un mondo che torna alle tribù, di un mondo che si serve di simboli o segnali primitivi, abbastanza chiari ed elementari per comunicare, per dire chi siamo o cosa siamo stati. Nulla! Compensa così un’identità inesistente ma che necessita ad ogni costo di trovare un sinaptico respiro…nell’alibi modaiolo. Molti se li fanno per forza cinetica! Lo fanno perchè ce l'hanno tutti! Fino ad un tempo non lontano avere macchie, nei, tatuaggi era una maledizione inferta… patacche indelebili che ci sporcano la pelle. Questi orrori oggi non hanno proporzioni, in tutti i sensi! Ed osservare una donna col polpaccio “addobbato” e semicoperto dalla calza nera sexy, o con il braccio utilizzato per ricordarsi il nome dei figlio, o il maschio con le stelline che si diramano fino al collo... è tutto davvero esilarante!

All’inizio mi accennavi che eri dedito alla lettura, quali sono i tuoi autori o generi preferiti?

Innanzitutto sfaterei il mito che leggere sia oggettivamente edificante. Dipende cosa leggi e come leggi: un libro di Bruno Vespa, Fabio Volo, Roberto Saviano o Selvaggia Lucarelli (per citare solo autori italiani) non può essere certo edificante, forse un patetico passatempo; e poi avere l’abitudine di leggere una testata come “Repubblica” (per citare sempre un testata italiana)  può essere molto fuorviante! Io preferisco i saggi scientifici, filosofici e materie che concernono la psicologia, la storia o la sociologia, in particolare, i classici come quelli: di Arthur Shopenhauer per il suo disincantato ed incantevole realismo (fatto passare per pessimismo!), di Soren Kierkegaard per il suo elogio all’etica, di Ludwig Wittgenstein per l’esaltazione del linguaggio come limite alla condizione umana, di Franz Kafka per la raffinatezza descrittiva dell’oppressione e della diabolica trama umana, di Fedor  Dostoevskij per la raffinatezza psicologica della debolezza e precarietà umana.

Vai spesso al cinema?

No, raramente. La stragrande maggioranza dei film che circolano sono vera spazzatura, servono solo per far sopravvivere quei bisognosi di “attenzioni”: gli attori! Non mi perdo però nessun lavoro di registi autorevoli come Lars Von Trier o Christopher Nolan, senza contare ovviamente il compianto e geniale Stanley Kubrick.

Insomma cosa fai per darti piacere, come occupi il tuo “tempo prezioso”?!

Sento un leggero sarcasmo, ma sorvolo e ti rispondo in modo molto pratico e sintetico. Mi piace il contatto con la Natura, respirare i profumi della Natura. Quando posso assecondo la mia lista di viaggi e gite fuori porto. Sempre in controtendenza, amo spostarmi quando la gente lavora e viceversa. Guardo molti documentari e amo fare ricerche dettagliate su Internet. Mi concedo qualche ristorante stellato, perché mi piace mangiare per gustare, quando possibile. Adoro il tennis e lo pratico. E’ uno sport geniale, quasi riduttivo chiamarlo sport: la struttura dei punteggi, il senso del gioco, il ritmo musicale, i labirinti psicologici, certe peculiarità atletiche e tattiche, il contesto… tutto favoloso! Poi sono appassionato di Arti Visive: la Grafica, il Design, l’Architettura rivestono tutte un ruolo fondamentale nel significato e  nell’importanza della Bellezza nel Mondo ed in chi lo abita.

Cos’è la Bellezza?

E’ stadio della sublimazione esistenziale: quando un uomo ricerca “ossessivamente” la bellezza hai la garanzia che puoi “fidarti di lui”, perché sta cercando di trovare fuori una relazione armonica con la sua “anima”… il solo atto di ricerca è nobile indipendentemente dalla qualità della bellezza che ha in dote.

Il gusto è gusto, è personale però…

Assolutamente non sono d’accordo, una falsa leggenda, una giustificazione precaria e debole che si tramanda anche solo dialetticamente. Chi ha arricchito la propria “anima” ha un gusto molto più ricercato e se si occupa di Arti Visive sta cercando la coerenza e l’armonia tra quel dentro e quel fuori. Al “professionista” della Bellezza va dato il credito di avere maggiori possibilità di riconoscere e tradurre la Bellezza in tutti i suoi dettagli. Il Bello è oggettivo, gli osservatori possono percepirne diversi livelli  perchè diverse sono le variabili. Il fatto che tutti si facciano un idea della Bellezza, perchè tutti utilizziamo i sensi, non basta a capire, comprendere la Bellezza. Ti porto anche un esempio: quando acquisti un paio di scarpe, vai in un negozio, magari di fiducia, e scegli, indosserai la scarpa che ti piace ma in realtà hai scelto la scarpa che più ti piaceva del mercato contemporaneo o del negozio che ti ha proposto quel ventaglio di modelli. Io professionista della Bellezza invece vado a scegliere quello che ho già in mente!

Non ti piace la Musica? Non l’hai neanche citata…

Infatti neanche la cito, è il Potente Silenzio della mia vita!

Wow! Deve essere difficile per te vivere in questo mondo così approssimativo, se non proprio brutto o ingiusto…

Beh, basta non andare nei Centri Commerciali e vedere quelle strane bestiole appena liberatesi da uno zoo! Basta distinguere e scegliere. Non aspettare chi è troppo lento, chi perde tempo per strada e vuol farlo perdere a te che hai un passo diverso, e probabilmente anche una meta diversa! Basta frequentare o circondarsi delle persone giuste a noi. Evito quelli omertosi, silenti ovunque e comunque, gli indifferenti, quelli che non prendono mai una posizione, quelli che sorridono sempre a tutti, quelli che inseguono quelli "che servono e che contano" e li chiamano amici, quelli sempre guardinghi e scaltri come sciacalli, quelli che pretendono quello che non meritano, quelli che stanno sempre al posto giusto ed al momento giusto anche… non mi convincono, no. Non basta tutto questo forse, siamo in un tessuto sociale con interconnessioni ineluttabili ed ataviche ma come diceva Seneca: “Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele”!

Insomma, alla fine, potremmo dire che chi è stupido o "spregiudicato" viva meglio? Più "leggero"?

E' un luogo comune quello che dici, ovviamente lo pensano e lo dicono gli stupidi e gli "spregiudicati"! Se la gente ancora crede che nel 1969 un astronave ( di plastica ed in miniatura!) sia atterrata sul suolo lunare si berrà certamente qualunque cosa nella vita senza mai sapere cosa, purchè gli faccia comodo. Viviamo una vita irreale, anzi virtuale: quello che viviamo è solo una delle infinite possibilità di cui non abbiamo alcun controllo, anche quando sembra stiamo prendendo decisioni vitali! Sono decisioni che provengono già da innumerevoli conseguenze. Siamo come particelle di sabbia in uno spazio "infinito", che si sono costruite questa vita così come la viviamo non per come è, complessa e fondamentalmente assurda nella misura in cui gli diamo peso.
Ci sono diversi livelli di percezione della Felicità, dell'Armonia, della Soddisfazione. Lo stupido sarà sicuramente soddisfatto e fiero della sua inconsapevole mediocrità. Anche lo "spregiudicato". Sai perchè un criminale si sente più forte ed invincibile nella Società? Perchè sa di non avere nulla da perdere...è disperato. Alla fine i conti tornano sempre, ed è solo il Tempo a tracciare la Verità dopo aver pulito...

Non siamo mai stati sulla luna?

Kubrick aveva già preparato nel 1968 un bel set spaziale con "2001:odissea nello spazio". Gli USA erano in combutta con la URSS e reclutarono il lungimirante regista per farci vedere un gran film in mondovisione! Era il 1969, immagini raccapriccianti (o esileranti!)...ed il peso del Segreto di cui i 3 astronauti/attori si appropriarono fu insostenibile. Fecero una fine davvero triste. Se il Sistema riesce ad incidere fino a tanto, a farci credere questo, proviamo ad immaginare a quante cose abbiamo creduto e crediamo in questo finta tela in cui siamo in qualche modo  coinvolti o rappresentati...la vita che viviamo, o che ci fanno vivere, può essere un vero "Truman Show"!

Sei davvero una persona incredibile, bella…sei emozionante ed ho trascorso ore davvero intense e preziose…

Ah bene, grazie dei meritati complimenti!

Ahahah…

Linguaggio facebookiano questo?!

Ahahahahah…ma come si fa ad essere come te? O anche, perché non sono tutti come te?

Ti stai innamorando di me?

Beh si, lo sono.

E’ normale, noi siamo la stessa persona: tu sei me ed io sono te! Tanto poco cambia: Realtà o Fantasia, Ceneri o Diamanti, faremo tutti la stessa fine… ed il Tempo ci cancellerà, lo stesso.